LA STORIA DI POLISTENA



Veduta aerea di Polistena
Il toponimo Polistena deriva dal greco ed è associazione di due termini: polis (città) e tena (forte) o tenon (fortezza). Si pensa anche che derivi da polystenos (molto stretto). Polistena (ai tempi era una piana verdeggiante, le prime case costruite in pianura) è situata al centro dell’istmo più breve tra le città magno-greche di Locri e Medma (Rosarno). Fu una stazione di passaggio per i locresi che dovevano raggiungere Rosarno, colonia da loro fondata. I ritrovamenti archeologici, conservati nel museo della città, evidenziano una forte frequentazione del territorio e ipotizzano la presenza di un qualche agglomerato urbano prima e dopo l’epoca della colonizzazione della Magna Grecia (Morgeti-                                                                         Itali).

STORIA

Polistena, (Polistina in greco-calabro) è un comune italiano di 10.719 abitanti della Provincia di Reggio Calabria, in Calabria.
Confina con i comuni di Anoia, Cinquefrondi, Cittanova, Melicucco, San Giorgio Morgeto. Con il comune di Cinquefrondi, in particolare, Polistena crea una particolare conurbazione. Addirittura Pasquale Scaglione (1808-1880) – cultore di storia locale reggina – che scrisse l’opera di storia “Locri e Gerace”, sosteneva che il tempio delle muse sorgeva nei pressi dell’odierna Polistena-Cinquefrondi. Michele Guerrisi – estensore di una storia di Cinquefrondi – più precisamente, ritiene che il luogo prescelto dai locresi per l’innalzamento del tempio fosse fuori dall’abitato, verso oriente, in prossimità dell’alveo del piccolo fiume Sciarapotamo.
A Polistena, fuori dal centro abitato, vi è un’area industriale, artigianale e commerciale. La città è il secondo comune della provincia e quinto della Calabria per densità abitativa.
Anticamente la città si chiamava Santa Marina, come scrive sul suo libro Girolamo Marafioti nel 1601. Domenico Valensise studia il libro del Marafioti, che affermava che, gli abitanti di Polistena si trasferirono nel casale di Santa Marina, nel quale Re Roberto concede Santa Marina al Marchese di Gerace.  Afferma Valensise con documenti da lui studiati, che Polistena sia sorta sotto l’Imperio di Oriente. I fondatori di questa città non sa se fossero gli abitanti di Altano o di Locri, si sa però che a tre miglia di Polistena si trovavano le rovine di Altano.
Nel territorio sono stati rinvenuti oggetti di epoca neolitica, mentre altri ritrovamenti di epoca più recente hanno permesso di identificare la presenza di insediamenti romani.
I primi documenti che attestano l’esistenza di Polistena risalgono all’XI secolo, quando un villaggio con questo nome viene nominato in occasione di una cessione di alcuni terreni a favore del monastero di Santa Maria di Campoforano. Nel medioevo fu sede di numerosi casati, fra cui, quello dei Milano Franco d’Aragonae poi Riario Sforza.
Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo (di Cittanova) per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum (che va da Cinquefrondi-Polistena-San Giorgio Morgeto).

TERRITORIO

Polistena è situata nella parte orientale della Piana di Gioia Tauro, a circa 70 km a sud-est di Catanzaro e circa 50 km a nord-est di Reggio Calabria. Sorge sulle pendici del massiccio montuoso dell’Aspromonte, con un territorio prevalentemente collinare a nord e pianeggiante a sud. Il territorio raggiunge un’altezza massima di 305 m s.l.m. e minima di 132 m s.l.m..
Il centro urbano si sviluppa nei pressi dei due principali torrenti della città. Il principale torrente che scorre nel territorio del comune di Polistena è il Vacale, affluente del fiume Metramo. Un’altra fiumara è lo Jerapotamo, affluente del torrente Vacale, oggi coperto dal Viale Rivoluzione d’Ottobre.

TERREMOTI

Terremoto del 1783 e Terremoto di Polistena del 1783

Comparsa di crateri in Contrada Giuseppina.
Il 5 febbraio 1783 il paese fu raso al suolo dal terremoto che interessò l’Italia Meridionale, facendo 2261 vittime su 4600 abitanti circa. La testimonianza del geologo francese Déodat de Dolomieu, che scese in Calabria per studiare gli effetti disastrosi del sisma, riporta in merito a Polistena:
« Avevo veduto Reggio, Nicotera, Tropea… ma quando di sopra un’eminenza vidi Polistena, quando contemplai i mucchi di pietra che non han più alcuna forma, né possono dare un’idea di ciò che era il luogo… provai un sentimento di terrore, di pietà, di ribrezzo, e per alcuni momenti le mie facoltà restarono sospese… »
Polistena fu ricostruita completamente su un altura più a nord su progetto dell’architetto napoletano Pompeo Schiantarelli. Fu realizzato un particolare impianto urbanistico che vide situarsi nella parte alta palazzi con imponenti frontespizi e portali in pietra granitica locale, mentre le fasce meno abbienti ripopolarono il vecchio sito ricostruito sulle muraglie.
Polistena prima del terremoto, era una tranquilla cittadina, il palazzo dei Milano (nel palazzo si trovava un teatro), feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena, era a nord del fiume Jerapotamo che tagliava in due Polistena. Intorno al palazzo del Marchese, si trovavano le case delle altre famiglie nobili tra qui, Lombardi, Rodinò, Rovere, Sergio ed altri ancora. Dall’altra parte del fiume, a sud gli artigiani operai, e nella zona posta al limite meridionale della città i braccianti, frantoiani e guardiani di capre.
Terremoto del 16 novembre 1894: la scossa delle 6:15 non provoco danni, quella più forte fu quella delle 18:50, che creò gravi lesioni negli archi della chiesa del Rosario.
Dal censimento del 1881 gli abitanti di Polistena erano 8400.

OSPEDALE

L’ospedale è stato fondato nell’aprile del 1905, intitolato a Santa Maria degli Ungheresi. Il suo fondatore fu Giuseppe Valensise. L’ospedale di Polistena fu fondato con la donazione del Valensise, di un fondo di L. 103.966,50, partecipò anche il principe di Ardore e consorte, con donazione di L. 60.000, e il Comitato Ungherese del terremoto del 1908. Quest’ultima donazione per interessamento personale dell’illustre maestro Francesco Jerace.
Nel 1920, per l’opera efficace degli amministratori del tempo, ottenne la concessione dell’apertura di una farmacia con vendita anche al pubblico.
Nel 1947 facendo procedere ai lavori di adattamento della sala operatoria, secondo le richieste dei medici, compreso il primo chirurgo Antonino Guerrisi.
Nel 1973 Raffaele Lagamba, promotore di una raccolta di fondi tra calabresi e loro amici a Brooklyn, N.Y. che donarono un’autoambulanza al Comune di Polistena, passata all’ospedale.
Nell’ospedale è presente il pronto soccorso e il servizio di 118.

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